Scheda artistica "Per essere ancora insieme a loro"

 

“PER ESSERE ANCORA INSIEME A LORO”

Balletto dedicato al giorno della memoria
Coreografie di Renato Cosenza e Laura Scaringella
Libretto di Lia Cucconi
Musiche di Gustav Mahler, Johannes Brahms, John Taverner, John Towner Williams, Witold Lutoslawski,
Il 27 Gennaio in Italia e in molte altre Nazioni è il giorno della memoria. Quando parliamo di memoria non possiamo non pensare all’olocausto, specialmente nel giorno che ci riporta alla stessa data del 1945, quando le truppe sovietiche dell’armata rossa arrivarono nella città polacca di Auschwitz, scoprendo gli orrori del campo di concentramento più tristemente conosciuto.

La Compagnia di Danza L’Araba Fenice, diretta da Renato Cosenza (Renè), si è proposta  di realizzare questo programma multiplo per riportare i partecipanti nello spirito della Resistenza e dell’Olocausto conducendoli attivamente nel Ricordo, proponendo che nel futuro non accada più.
La Compagnia di Danza L’Araba Fenice, si è proposta, nel realizzare questo programma, di proseguire con gli strumenti della Danza Classica e Contemporanea, il suo intento di affrontare storico-sociali nella forma del Balletto, senza mai dimenticare l’aspetto estetico e poetico delle possibilità espressive del corpo nella Danza.

Così interpreta la trama di “PER ESSERE ANCORA INSIEME A LORO” e ci racconterà la storia di Marco e Catia, due giovani ebrei che si innamorano durante una festa in casa tra amici, ma la festa viene interrotta dal sopraggiungere delle SS che arrestano tutti i ragazzi e li deportano nei vari campi di concentramento; Marco riesce a nascondersi ed entrerà nella Resistenza ma purtroppo durante uno scontro a fuoco viene arrestato, identificato come ebreo, verrà deportato.
Sulla scena si apre la vita nei campi di concentramento.
Verrà non solo visualizzato e danzata la tragedia, ma le azioni verranno interagite con il pubblico, per coinvolgerlo emotivamente nella morte di Catia nella camera a gas.
Finalmente, l’arrivo dei russi e degli americani porta fine a questo genocidio.
Marco solo e senza più affetti, si chiede quale ragione ha di rimanere in vita, intorno a lui c’è il vuoto portato dalla Morte. Ma la Vita lo accoglie ancora e riesce ad allontanarlo dalla Morte.
Marco comprende che deve vivere per testimoniare, raccontare, la sua esperienza, il suo dolore, perché attraverso la sua presenza e le sue parole vivrà e farà vivere “PER ESSERE ANCORA INSIEME A LORO”.

 

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